Parliamo di - Hellblade: Senua's Sacrifice
Descrivere a parole quale esperienza abbia vissuto qualche mese fa, non è facile, specialmente quando il fulcro di questa storia si incentra sulla psicosi.Hellblade: Senua's Sacrifice non è un semplice videogioco, ma un viaggio verso l'Helheim.
Pubblicato e sviluppato da Ninja Theory, Hellblade uscì un paio di anni fa e sin da subito ha suscitato scalpore tra appassionati e non.
La cosa che maggiormente colpisce e stupisce è il come gli sviluppatori siano riusciti a curare l'impianto acustico dell'opera insieme alle voci che vivono in Senua e che non fanno altro che accentuare la follia della protagonista.Si riesce a percepire qualsiasi sibilo dall'ambiente circostante, dalle fronde degli alberi, alle onde del mare, ai passi che muove Senua verso questo suo folle pellegrinaggio.
La formula di gioco che sa regalare Hellblade è molto simile a quella di Journey o di un'avventura ""Walking Simulator"" qualsiasi.
Infatti la nostra protagonista si ritroverà coinvolta in un viaggio verso gli inferi, intenta a salvare il proprio amato dalla morte.
Ci renderemo ben presto conto che tutto quello a cui assistiamo altro non sono che proiezioni del subconscio della povera Senua costretta a combattere contro le sue più grandi paure.Per poter apprezzare quest'opera in toto, una delle prime cose che consiglio è quella di terminare l'esperienza tutta d'un fiato, così da acquisirne una visione globale che non si limita al semplice girovagare lungo corridoi ben fatti, ma ad apprezzarne segreti e rune utilissime per sbloccare il finale segreto e per valorizzare al meglio il concept a cui Hellblade si ispira: la mitologia nordica.
Infatti ricordiamoci che sarà proprio questo il collante che muoverà la nostra protagonista verso l'Hel, il regno degli inferi.
Quando mi sono approcciato ad Hellblade, ho affinato i miei sensi come in nessun altra opera di questo genere.
Grazie alle cuffie sono riuscito a calarmi nei panni della protagonista che per l'intera durata della campagna, è perseguitata da voci che fluttuano nella sua mente (ed in quella del giocatore) a 360 gradi.
Se proprio volessi trovare un difetto audio presente all'interno di Hellblade sta nel suono dal tono innaturale e fin troppo finto che producono alcune pozzanghere quando Senua ci cammina sopra.
Sembrerà assurdo ma grazie alla mia esperienza con God of War 4, ho apprezzato ancora di più Hellblade per come sia riuscito a basare la sua narrazione attraverso i miti e le leggende del regno nordico.
Sono state riprese anche alcune pratiche e torture di quel tempo come l'aquila di sangue, molto cruenta agli occhi del giocatore e destabilizzante agli occhi della povera Senua che non si da pace per il resto dell'avventura.Nonostante ci sia un momento dove sembra aver trovato la pace interiore, la maledizione che avvolge il suo pellegrinaggio non le da pace e ricade subito in un turbinio di morte ed orrore, lungo gli undici capitoli che costellano il gioco.
Personalmente ammetto che il titolo mi ha lasciato parecchi dubbi alle prime battute, dove non bisognava fare altro che allineare dei simboli nell'ambiente circostante e avanzare, per poi trovarsi a fronteggiare un combattimento molto scialbo con alcuni mob.
Questo è forse il più grande difetto da imputare ad Hellblade, ossia la ripetitività di alcune azioni e del combat system poco ispirato.
Tornando a parlare del comparto tecnico, ho apprezzato tantissimo il lavoro di motion capture di Senua e delle capacità attoriali di Melina Juergens che ha saputo dare vita e cuore ad un personaggio che fa del pathos il suo punto di forza.
Il volto di Senua sarà l'unica cosa che vedremo realizzata in CGI, perché il resto degli attori che accompagneranno le reminiscenze di Senua saranno in full motion video.
A mio avviso, questa scelta è stata dettata dal poco budget anche se è stata ben inserita e mi ha subito ricordato il FMV di Myst.
Un'altra particolarità di Hellblade: Senua's Sacrifice è il concetto di permadeath.
Ad ogni morte, una chiazza nera si estenderà dal nostro braccio fino ad arrivare alla testa.
Questo segnerà la morte di Senua e saremo costretti a ricominciare l'avventura da capo.
Inutile dire che questo espediente narrativo, serve solo a mantenere l'ansia nel giocatore nel finire l'opera senza troppi game over.
Personalmente, ho testato la cosa a difficoltà massima, morendo tantissime volte ma senza ottenere la permadeath.
Prendiamola come una sorta di tecnica di psicologia che gli sviluppatori hanno voluto infliggere al giocatore per tenerlo più sveglio e concentrato nelle fasi esplorative e negli scontri con i mostri.Insomma, Hellblade è un gioco che tutti dovrebbero giocare.
Personalmente lo reputo un ottimo prodotto di serie B, in grado di saper dare emozioni e sensazioni che arrivano a coinvolgere la vista e l'udito come mai prima d'ora.
Il mio voto: 8/10


